Colonna
SPONDILARTROSI
E’ l'artrosi cronica primaria della colonna vertebrale con usura
delle strutture cartilaginee e fibrocartilaginee vertebrali. Ha
localizzazione intersomatica (anteriore), interapofisaria
(posteriore).
Clinicamente si manifesta con il mal di schiena.Interessa
prevalentemente i segmenti più mobili e sottoposti a maggiore
sollecitazione funzionale: cervicale e lombare.
Artrosi intersomatica
Alterazioni dei corpi vertebrali legati alla disidratazione,
degenerazione e schiacciamento di uno o più dischi vertebrali
adiacenti, ciò porta ad una concentrazione delle sollecitazioni
sui bordi dei corpi vertebrali, con sclerosi, osteofitosi e
riduzione dello spazio intervertebrale.
Artrosi apofisariaAlterazione a carico delle apofisi articolari
posteriori→ dolore e rigidità articolare
TERAPIA
OBIETTIVO:
ridurre o eliminare il dolore, la contrattura muscolare e la
rigidità articolare.
TIPI DI TRATTAMENTO:
•FARMACOLOGICO
•ORTOPEDICO
•FISIOCHINESICO
1. Trattamento Farmacologico
-Analgesici
(paracetamolo, ha scarsa tossicità ma efficacia limitata).
-Antinfiammatori
(l’acido acetilsalicilico, ha potente attività antinfiammatoria
ma alta tossicità).
-Miorilassanti, usati per ridurre la contrattura muscolare
intorno all’articolazione colpita, che aumenta l’impotenza
funzionale e la reazione dolorosa.
-Cortisonici, controindicati vista la natura cronica del
processo.
2. Trattamento ortopedico
-Terapia incruenta (di ortesi):
Impiego di apparecchi per proteggere, correggere, far riposare
le articolazioni (corsetti, apparecchi gessati, collari) e
favorire anche la decompressione radicolare.
-Terapia cruenta (interventi chirurgici):
A livello lombare è indicata quando l’osteofitosi è così marcata
da provocare compressione radicolare. Raramente usata a livello
cervicale anche in corso di discopatie.
CERVICOARTROSI
Per CERVICOARTROSI si intende l’artrosi del primo tratto della
colonna vertebrale.
L’ARTROSI CERVICALE è la causa più frequente di CERVICALGIA
ossia dolore localizzato al collo che si può irradiare al
livello cefalico o dorsale.
EPIDEMIOLOGIA
Patologia molto frequente tra i 40-50ANNI per accumulo di:
-FENOMENI DEGENERATIVI dei dischi intervertebrali (perdita di
elasticità e di acqua)
-ACCUMULO DI MICROTRAUMI può insorgere anche in ETÀ MEDIO
-GIOVANILE in persone che svolgono lavori pesanti
(magazzinieri,muratori,facchini..).
Largamente diagnosticata anche in modo errato in età
medio-giovanile come TUNNEL CARPALE
EZIOPATOGENESI
•I FATTORI DI INSORGENZA
aumento dell’età media della popolazione
l’incremento dell’uso dell’automobile
lavoro sedentario con posizioni del capo obbligate
posture sbagliate
traumi- microtraumi accumulati
SINTOMATOLOGIA
Può essere in forma ASINTOMATICA all’inizio
Si manifesta con DOLORE al collo e alla nuca, difficoltà dei
movimenti e aggiunta di complicanze-MAL DI TESTA-VERTIGINI
-DISTURBI NEUROLOGICI (della sensibilità - del movimento e dei
riflessi)
-DOLORE CRONICO (mesi autunnali ed invernali -intervallati a
periodi di benessere)
-LIMITAZIONE FUNZIONALE DEL COLLO.
L’artrosi può interessare le articolazioni della colonna
cervicale in 2 zone:ANTERIORE quando interessa le articolazioni
intersomatiche, cioè le articolazioni tra i corpi vertebrali,
detta anche “DISCOARTROSI” più comunemente chiamata “CERVICOARTROSI”.
POSTERIORE quando interessa le articolazione interapofisiarie,
cioè le apofisi articolari posteriori, detta anche “ARTROSI
INTERAPOFISIARIA”.
DISCOARTROSI O CERVICOARTROSI
La “DISCOARTROSI” si instaura solitamente nelle unità
funzionali-C5/C6- C6/C7 poiché le più MOBILI e sottoposte a
SOLLECITAZIONI MECCANICHE. PROCESSO DEGENERATIVO
DANNO E DEGENERAZIONE DEL DISCO INTERVERTEBRALE perdita della
sua funzione di cuscinetto ammortizzante, trasmettendo le
sollecitazioni meccaniche direttamente sulle vertebre.
DISIDRATAZIONE DEL NUCLEO POLPOSO
PERDITA DI ELASTICITA’ PER L’ANELLO FIBROSO con conseguente
fissurazione
I CORPI VERTEBRALI SI AVVICINANO FORMAZIONE DI OSTEOFITI con
riduzione delle escursioni articolari dell’unità funzionale
interessata e dei forami di congiunzione ,facilitando la
compressione delle radici spinaliLa degenerazione a CATENA parte
dal disco compreso fra C5/C6 per poi coinvolgere in alcuni casi
tutto il rachide cervicale “EVOLUZIONE MULTISEGMENTARIA
ASCENDENTE”. EZIOPATOGENESI
•I FATTORI DI INSORGENZA :
MALFORMAZIONI VERTEBRALI
FATTORE COSTITUZIONALE (minor compattezza e resistenza del
tessuto fibroso)
ANOMALIE POSTURALI(iperlordosi-scoliosi)
ALCUNI SPORT (motocross –tuffi -attrezzistica-boxe-arti
marziali..)
TRAUMI-MISCOTRAUMI RIPETUTI (anche per attività lavorative -
dattilografi-sarti-orologiai). SINTOMATOLOGIA
1- FASE INIZIALE •L’evoluzione è lenta è del tutto ASINTOMATICA•È
caratterizzata da periodi di DOLORE ACUTO
CERVICALE,“TORCICOLLO-RIGIDITÀ DEL COLLO” intervallato a periodi
di QUIESCENZA.•Il DOLORE aumenta per movimenti di estensione del
capo. 2-FASE EVOLUTIVA
•Il DOLORE può diventare CRONICO.
•Perdita di elasticità e degenerazione del disco
intervertebrale.
•Limitazione dei movimenti cervicali e della mobilità del
rachide.
•Prolificazione di OSTEOFITI che possono provocare:
FENOMENI DI COMPRESSIONE delle radici nervose del midollo
spinale con DOLORE costante al braccio NEVRALGIA BRACHIALE
(fastidiosissime sensazione di punture di spillo alle dita delle
mani) l’IRRADIAZIONE DIPENDE DALLA RADICE INTERESSATA.FENOMENI
DI COMPRESSIONE delle arterie-nervi passanti per il forame
inter- trasversario (SINDROMI).Le aree di distribuzione delle
corrispondenti radici nervose sono:
C4= clavicolare/ C5=lati del collo fino alle spalleC6=parte
esterna delle braccia/ C7=braccio interno e ascella.
DIAGNOSI
•DOLORE localizzato al collo e a volte alle spalle.
•DOLORE MECCANICO si accentua con il movimento del collo e si
attenua con il riposo
•Al DOLORE è associata quasi sempre una contrattura muscolare
RIFLESSA con secondari atteggiamenti viziati del rachide
•DOLORABILITÀ alla pressione sulle apofisi spinose e per
movimenti di rotazione e inclinazione del capo
•La diagnosi è esclusivamente di tipo RADIOLOGICA
ARTROSI ITERAPOFISARIA
L’ ARTROSI INTERAPOFISIARIA si instaura solitamente tra- C2/C3-
C3/C4 - PROCESSO DEGENARATIVO
•DANNO E DEGENERAZIONE DELLA CARTILAGINE
•SCLEROSI SUBCONDRALE
•PROLIFICAZIONE DI OSTEOFITI può essere esuberante da invadere
il foro trasversario e arrecare danno alle strutture•SINOVITE
DELLE ARTICOLAZIONI INTERAPOFISIARIE con processi degenerativi
che possono portare allo scivolamento delle faccette articolari
e la comparsa di SPONDILISTESI
EZIOPATOGENESI
•I FATTORI DI INSORGENZA:
IPERLORDOSI provoca la concentrazione delle sollecitazioni
meccaniche sulle articolazioni interapofisiarie,con processi
degenerativi e infiammatori
SCOLIOSI provoca alterazioni delle articolazioni posteriori,
che con l’età maturano in artrosiSOGGETTI ANZIANI
ALTERAZIONI DELLA STATICA
MALFORMAZIONI VERTEBRALI SINTOMATOLOGIA
•È caratterizzata da periodi di DOLORE ACUTO
•Fasi di DOLORE ACUTO intervallato a periodi di QUIESCENZA
•Nelle forme più evolute il DOLORE diventa CRONICO
•DISTURBI UDITIVI,CEFALEA E VERTIGINI accentuati dai cambiamenti
di posizione della testa (sindrome di Barrè Lieou)DIAGNOSI
•DOLORE CERVICALE di tipo MECCANICO si accentua con il movimento
del collo e si attenua con il riposo•CEFALEA NUCALE e
limitazione asimmetrica della MOTILITA’ del collo
•DOLORABILITÀ alla pressione sulle articolazioni
interapofisiarie
•La diagnosi è esclusivamente di tipo RADIOLOGICA
TERAPIA RIABILITATIVA
UTILIZZARE UN TRATTAMENTO CONSERVATIVO2 OBIETTIVI:
1 OBIETTIVO -ATTENUAZIONE DEL DOLORE- (come per la
discoartrosi)2 OBIETTIVO - CORREGGERE LE ALTERAZIONI DELLA
STATICA la alterazione più frequente è l’ IPERLORDOSI, per
retrazione dei muscoli paravertebrali superficiali; sono utili
esercizi capaci di ricreare il normale assetto posturale del
rachide:-POTENZIAMENTO(per i muscoli paravertebrali profondi
auto allungamento per appianare la lordosi cervicale)
-STRETCHING (per i muscoli paravertebrali superficiali
–accorciati.
)ARTROSI DORSALE
•Il dolore solitamente è localizzato e può essere provocato dai
colpi di tosse; a volte si irradia ai fianchi ed alle costole
oppure alla parte anteriore del torace; •I processi osteofitari
sono localizzati anteriormente;•L’assenza di nervi ed arterie e
la presenza delle coste che stabilizzano la colonna portano a
mantenere asintomatica l’artrosi dorsale.
ARTROSI LOMBARE
Il processo degenerativo artrosico a carico del segmento
vertebrale lombare inizia precocemente, intorno alla terza
decade di vita.
CAUSE D’INSORGENZA
•Fattore genetico•Sovraccarico
funzionale•Malattie•Traumi•Invecchiamento•Infiammazioni
•Alterazioni morfologiche congenite
DISTINGUIAMO:
FORMA ACUTA
FORMA CRONICA
SINTOMI:
Dolore, Limitazione funzionale, Rigidità articolare
FORMA ACUTA•insorge bruscamente con fenomeni di blocco
(solitamente dopo uno sforzo in flessione);•il dolore è a
sbarra: trasversale nella parte lombare della schiena, con
possibile irradiazione lungo il nervo sciatico (lombosciatalgia).
INDICAZIONI
Riposo a letto con le articolazioni delle anche e delle
ginocchia flesse (riduzione delle pressione intradiscale e
detensione del muscolo ileo-psoas ed appiattimento della
lordosi).
LOMBALGIE -LOMBOSCIATALGIE-LOMBOCRURALGIE
LOMBALGIE
Sindrome lombare più frequente. Colpisce età adulta e sesso
femminile.Caratterizzata da:
Dolore spontaneo
Contrattura delle masse muscolari
Rigidità del tronco
LOMBALGIA
Fisiopatologicamente il dolore proviene dalla compressione del
nervo del seno-vertebrale di Luschka, che si distribuiscono
circonferenzialmente rispetto alla vertebra ed alle strutture
annesse.DISTINGUIAMO:
FORMA ACUTA
FORMA CRONICA
LOMBALGIA ACUTA
Distensione acuta dell’anulus e distorsione delle articolazioni
interapofisarie.Dolore e contrattura molto intensi. Rdx
riduzione delle normale lordosi con deviazione laterale del
rachide lombare da contrattura muscolare.
LOMBALGIA CRONICACronicizzazione di un quadro subacuto:
•Protrusione dell’anulus •Artrosi anteriore e/o posteriore
•Anomalie del limite lombo-sacrale •Squlibri statico-dinamici:
scoliosi congenite o acquisite •Processi infettivi •Processi
tumorali
LOMBOSCIATALGIASindrome dolorosa che dalla regione lombo-sacrale
si irradia con distribuzione radicolare all’arto inferiore, nel
territorio del nervo sciatico.
NERVO SCIATICOIl più grande nervo del corpo umano, derivante
dalle radici L5, S1, S2, S3, S4. Ogni radice prende rapporto con
il disco sovrastante la vertebra di pari numero L5 con disco
interposto tra L4 e L5(anche se può essere compressa dal disco
sottostante. Si divide in due rami terminali Tibiale Posteriore
e Sciatico Popliteo Esterno.SINTOMATOLOGIA SCIANTALGICA
•L5 dolore lungo la faccia postero-esterna della coscia,
laterale della gamba e dorsale del piede fino all’alluce
•S1 faccia posteriore della coscia, posteriore della gamba e
plantare del piede fino alle ultime due dita del piede
TEST CLINICI
•Segno di Delitala, dolore paravertebrale in corrispondenza
della radice interessata
•Segno di Lasegue,
•Segno di Valleix, L5 testa del perone e faccia esterna della
gamba; S1 regione glutea posteriore, parte posteromediana della
coscia
CAUSE LOMBALGIA
•Ernia discale •Artrosi •Anomalie congenite del rachide
•Processi infiammtori
ERNIA DISCALE
•Più frequentemente il sesso maschile e l’ultimo disco lombare.
Più frequente ernia postero-laterale(punto di minor resistenza
alla fora espulsiva del disco).
TIPI DI ERNIA
•Ernia contenuta •Ernia protusa •Ernia espulsaSINTOMATOLOGIA
Dolore in sede lombare. Rigidità del rachide lombare.
Contrattura muscolare. Sintomatologia periferica
neurologicaSTENOSI LOMBARE
Soggetti tra i 50 ed i 70 aa è caratterizzata da un abnorme
ristrettezza del canale vertebrale osseo e/o dei formai
intervertebrali (o fori di coniugazione), responsabile di una
compressione del sacco durale e/o delle radici spinali caudali.
SINTOMATOLOGIA
Radicolare, ma meno acuta, bilaterale e pluriradicolare alla
quale si associano manifestazioni dette di claudicatio spinalis
SPONDILOLISI E SPONDILOLISTESI
Interruzione dell’istmo ossia della porzione ristretta dell’arco
posteriore delle vertebre lombari che è compresa tra le apofisi
articolari superiori ed inferiori.
SPONDILOLISI
•Può essere congenita o acquisita. Nella seconda varietà segue
microtraumi causati da iperestensioni della colonna, con
frequente iperlordosi.
•La Va vertebra è solitamente la più colpita
•Nel’80 % dei pz. si riscontra una contrattura dei flessori del
ginocchio e anca ed una riduzione della flessibilità.
ATTEGGIAMENTO SCOLIOTICO
Deviazione della colonna vertebrale sul piano frontale, con
conseguente formazione di una curva dorsale, lombare,
dorso-lombare o combinata.
CARATTERISTICHE
Scarsa evolutività, assenza o minima presenza di alterazioni
scheletriche, facile reversibilità, alto grado di mobilità.
EZIOLOGIA
Eterometria degli arti inferiori > 2-3 cm; ipocinesia; scarsa
percezione spaziale del proprio corpo; scompensi posturali e/o
dello schema corporeo.
TRATTAMENTO
Trofismo della muscolatura addominale e dorsale; mobilità
articolare rieducazione dello schema corporea; percezione e
sviluppo del senso antigravitario.
SCOLIOSI IDIOPATICA
DEFINIZIONE
E’ una deformità tridimensionale della colonna vertebrale che
origina con una estensione vertebrale sul piano sagittale,
combinata ad una curvatura laterale e ad una rotazione sul piano
orizzontale.CLASSIFICAZIONE:
Curve uniche: a) dorsali (34%); b) lombari (16%); c)
dorso-lombari.
Curve doppie: a) dorsale dx lombare sx; b) dorsale sx lobare
dx.
Nella curva unica le vertebre terminali superiore e inferiore
sono poste all’estremità della curva. Sono le più inclinate
rispetto all’orizzontale. Non giacciono sull’asse di simmetria.
La vertebra apicale invece è la più ruotata, la più deformata,
la più lontana dall’asse di simmetriaNelle curve doppie abbiamo:
la vertebra terminale superiore, la vertebra terminale
inferiore, le due vertebre apicali, la vertebra di transizione
(si trova sull’asse di simmetria ed è al tempo stesso la v.
terminale inferiore della curva sovrastante e la v. terminale
superiore della curva sottostante.CURVE DOPPIE: le due curve
sono evolutive; la sovrastante è evolutiva e la sottostante è di
compenso; la sottostante è evolutiva e la sovrastante è di
compenso.
CARATTERISTICHE
Eziologia multifattoriale.
Presenza di alterazioni scheletriche→TORACE SCOLIOTICO
caratterizzato da: emitorace CS (gibbo posteriore, depressione
laterale, spinta costotrasversaria, coste verticalizzate),
emitorace CV (sporgenza anteriore più arrotondata, depressione
posteriore, spinta costovertebrale, coste orizzontalizzate). In
tal caso gli esercizi iperventilanti sono fondamentali.
Irriducibilità.
Evolutività→scoliosi del neonato (da 0 ad 1 anno. Dorso
lombaresx); scoliosi infantile (1-3 anni. Maggior percorso
evolutivo); scoliosi giovanili (3 anni- pubertà); scoliosi
adolescienziali (post-puberali. Lombari); scoliosi dell’adulto
(dopo la maturità ossea. Dovute a peggioramento di quelle
esistenti, antalgiche, da invecchiamento).
Rigidità.
VALUTAZIONE CLINICA
Si valuta:
POSTERIORMENTE: i triangoli della taglia, l’allineamento
verticale dei processi spinosi, la presenza del gibbo, lo
strapiombo.
ANTERIORMENTE: depressione sottomamillare lato CV, obliquità
linea intermamillare, assetto delle spalle e delle clavicole.
VALUTAZIONE RADIOLOGICA
Si valuta:
la maturazione ossea secondo RISSER;
Risser 0: a livello dell’ala iliaca non compare alcun nucleo di
ossificazione;
Risser 1: a livello della SIAS compare un piccolo nucleo di
ossificazione;
Risser 2: l’ossificazione continua raggiungendo la metà della
cresta iliaca;
Risser 3: l’ossificazione ricopre interamente la cresta iliaca;
Risser 4: inizio della saldatura con la fusione dall’interno;
Risser 5: la fusione epifisaria è uniforme su tutto l’arco;
Risser 6: fase di stabilizzazione della scoliosi che richiede
rotazione: a risser 0 se la rotazione della vertebra apicale è
< 6°→poco preoccupante; se è 6°<a<8°→discreto potenziale
evolutivo; >8° →preoccupante
deviazione laterale: METODO COBB→< 30° Scoliosi lievi31°-50°
Scoliosi medie51°-100° Scoliosi gravi; >100° Scoliosi
gravissime.
QUADRI CLINICI
Abbiamo:
Scoliosi compensate
Scoliosi scompensate
FRATTURE VERTEBRALI
Abbiamo:
Fratture meliche
Fratture amieliche
FRATTURE DORSO-LOMBARI
80% di tutte le fratture vertebrali: I Lombare, XII Dorsale, II
Lombare
Prevalenti nel sesso maschile e nella età adulta per la maggiore
esposizione alla iperflessione, che comparta uno stress nel
punto di maggior curvatura. Si possono associare fratture di
strutture accessorie (peduncoli, lamine, apofisi articolari).
CLASSIFICAZIONE:
Normale, concava, incastrata, schiacciata.
Fratture anteriori (corpo vertebrale); Fratture posteriori
(arco vertebrale).
FRATTURE ANTERIORI
-Fratture disco-articolari : limitatamente al disco ed al piano
osteocartilagineo articolare.
-Fratture somatiche : piano articolare e disco indenni >
deformazione a cuneo
Fratture disco-somatiche : disco e spongiosa
FRATTURE DA COMPRESSIONE
Più comune tipo di frattura dorso-lombare, origina da un carico
assiale associato ad una flessione o ad una inclinazione
laterale. Se la compressione riduce l’altezza della colonna
anteriore di oltre il 50% > frattura instabile con eventuale
trattamento chirurgico.
FRATTURE DA SCOPPIO
Rappresenta una frattura dai caratteri clinici ed evolutivi
peggiori rispetto alla precedente. In base alla compressione si
dividono in stabili ed instabili, il trattamento delle prime
prevede un corsetto in iperestensione dai 3 ai 4 mesi.
FRATTURE DA FLESSIONE-DISTRAZIONE
FRATTURE-LUSSAZIONI
SINTOMATOLOGIA
Dolore locale spontaneo. Rigidità del rachide lombare.
Contrattura muscolare antalgicaDeformità ad angolo acuto del
rachide o gibbo
EVOLUZIONE
Discopatia degenerativa dovuta alla lesione del disco, mentre la
lesione ossea guarisce entro i tre mesi dalla frattura.
Per maggiori informazioni
info@terapiasportiva.it