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Gomito del Golfista (Epitrocleite)

Una flessione o una pronazione energica del polso può danneggiare i tendini che s’inseriscono sull’epicondilo mediale.
L’epitrocleite, infatti, interessa i tendini degli estensori e dei flessori di polso e mano all’inserzione sull’epitroclea omerale.
Anche se è per eccellenza la patologia del tennista, non è a rischio solo il tennista, ma tutte quelle persone che riproducono movimenti continuativi dei muscoli che s’inseriscono sull’epitroclea.
Come per l’epicondilite anche per il gomito del golfista i sintomi e le conseguenze sono simili: infiammazione, edema all’occorrenza forte dolore.
La terapia da applicare in presenza di questa patologia è:
1. Sospendere immediatamente l’attività sortiva.
2. Applicare del ghiaccio per lenire la fase infiammatoria e diminuire il versamento.
3. Utilizzare farmaci antinfiammatori e antidolorifici.
4. Utilizzare una terapia strumentale a base di laser, tens, ipertermia.
I temi di recupero variano da un minimo di venti giorni ad un massimo di tre mesi.

Gomito del Tennista (Epicondilite)

L’epicondilite denominata anche gomito del tennista, è una patologia che colpisce i muscoli epicondilei che permettono l’estensione e quindi il piegamento allo indietro delle dita e del polso. Questa delicata parte del corpo infatti sono soggetta a due tipi d’infiammazione: epicondilite ed epitrocleite.
Le cause delle epicondilite sono da ricercarsi nei movimenti ripetuti con una certa intensità che comporta una reazione infiammatoria dolorosa.
Anche se è per eccellenza la patologia del tennista non è a rischio solo il tennista, ma tutte quelle persone che riproducono movimenti continuativi dei muscoli epicondilei.
La terapia da applicare in presenza di questa patologia è:
1. Sospendere immediatamente l’attività sortiva.
2. Applicare del ghiaccio per lenire la fase infiammatoria e diminuire il versamento.
3. Utilizzare farmaci antinfiammatori e antidolorifici.
4. Utilizzare una terapia strumentale a base di laser, tens, ipertermia.
I temi di recupero variano da un minimo di venti giorni ad un massimo di tre mesi.

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