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Lesioni Muscolari


Il muscolo è una struttura contrattile costituita da infiniti miofilamenti (actina e miosina) riuniti tra loro in modo da formare delle fibre muscolari, a loro volta unite a formare i fascicoli muscolari, anch’essi raggruppati in modo da formare il ventre muscolare vero e proprio.
Grazie alla capacità contrattile dei muscoli, che si inseriscono su due ossa differenti mediante i tendini, sono possibili i movimenti come avviene ad esempio quando contraiamo il bicipite brachiale che riusciamo a produrre una flessione del gomito
Il muscolo può andare incontro od a traumi di tipo diretto, come accade quando un atleta riceve un colpo diretto su di un ventre muscolare, determinando una contusione, che a seconda della gravità può essere più o meno accompagnata da ematoma muscolare, o da traumi di tipo indiretto (i più frequenti), in cui nel muscolo, sottoposto ad una eccessiva forza elongativa, si può verificare una distrazione, uno stiramento od uno strappo, termini questi scientificamente abbandonati e sostituiti dalle cosiddette lesioni muscolari di I, II e III tipo. Tali lesioni sono molto frequenti in quegli sport in cui viene richiesta una forza esplosiva in un breve periodo di tempo; ecco perché le vediamo spesso nei velocisti dell’atletica, nei calciatori, nei rugbisti e negli sport di salto in genere, mentre sono rare negli sport di resistenza.
I fattori di rischio che contribuiscono alle lesioni muscolari sono:
• inadeguata preparazione e riscaldamento;
• eccessivo affaticamento;
• terreni da gioco scivolosi o pesanti;
• eccessiva esposizione al freddo;
• tensione muscolare da fattori emozionali (ansia da gara);
• precedenti lesioni.
Le lesioni muscolari di tipo I sono dovute al danneggiamento di alcune fibre muscolari. L’atleta in genere manifesta dolore solo al termine dell’ impegno sportivo od il giorno successivo, soprattutto quando contrae il muscolo interessato o quando lo allunga.
Il riposo per qualche giorno, lo stretching graduale e qualche antinfiammatorio sono sufficienti a risolvere il problema.
Nelle lesioni muscolari di tipo II vi è un numero più elevato di fibre danneggiate. L’atleta avverte un dolore acuto tipo fitta durante l’attività fisica, ed è costretto a fermarsi per uscire dal terreno di gioco. In genere, in questi casi, dopo essersi sottoposti ad una ecografia di controllo per valutare la reale entità del danno, bisogna osservare un periodo di riposo attivo che varia tra i quindici e i trenta giorni prima di riprendere gli allenamenti. Opportuni trattamenti fisioterapici abbrevieranno il processo di guarigione.
La lesione muscolare di tipo III è rappresentata dalla interruzione parziale o totale del ventre muscolare. L’evenienza si manifesta in tutta la sua drammaticità con l’atleta che avverte, oltre al forte dolore, la sensazione di strappo vera e propria a livello del muscolo interessato. In questi casi i tempi di recupero si allungano (45-90 giorni) perché bisogna permettere a madre natura di far cicatrizzare bene la lesione, anche perché le lesioni muscolari, a differenza di quelle tendinee e legamentose, non possono essere trattate chirurgicamente.
Il voler affrettare i tempi di recupero, a cui purtroppo oggi assistiamo soprattutto negli sport ricchi, predispone l’atleta alla recidiva della stessa lesione o ad altra di qualche distretto vicino e potrebbe voler dire accorciare la sua stessa carriera sportiva.
La prevenzione di queste lesioni si basa innanzitutto sull’allenamento che deve essere rivolto al miglioramento sia della forza, della resistenza e della flessibilità muscolare. Fondamentale inoltre è l’adeguato riscaldamento, accompagnato da esercizi di stretching dei vari distretti muscolari che deve precedere ogni seduta di allenamento e ogni prestazione sportiva. Leggeri esercizi di defaticamento e soprattutto esercizi di stretching devono inoltre concludere l’impegno sportivo.

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