Sovrappeso / Obesità
L’obesità è spesso definita semplicemente come una situazione di
accumulo anomalo o eccessivo di grasso nel tessuto adiposo del corpo che
comporta rischi per la salute. La causa di fondo è un’eccedenza
energetica che determina un aumento di peso; in altre parole le calorie
introdotte sono superiori alle calorie bruciate. L’obesità è una
malattia cronica determinata da un eccesso di massa grassa distribuita
in maniera differente nei vari distretti corporei e nei diversi
soggetti.
L’alimentazione svolge un ruolo fondamentale in ogni fase della vita
dell’uomo non solo per la crescita e lo sviluppo, ma anche per
raggiungere e mantenere un buono stato di salute.
Per avere e conservare uno stato di benessere psico – fisico e per
prevenire malattie è indispensabile ed essenziale avere corrette ed
equilibrate abitudini nutrizionali fin dai primi anni di vita.
Fin dai primi anni di vita, infatti, si apprendono le norme nutrizionali
su cui si fonda la base degli stili alimentari dell’adulto.
La mancanza delle corrette norme nutrizionali favorisce il delinearsi di
quelle abitudini alimentari che, se persistenti nel tempo, facilmente
portano ad uno stato di sovrappeso o di obesità.
Un comportamento errato nei confronti del cibo determina strategie
cognitivo – comportamentali che rendono più facili i comportamenti
erronei in età adulta.
Spesso si ingrassa e si diventa obesi non perché si è mangiato oltre
misura, ma perché si è mangiato male.
In poche parole i chili di troppo sono il risultato di scelte alimentari
sbagliate che avviano meccanismi metabolici errati che portano
all’assorbimento anormale dei grassi di riserva.
Al momento della nascita il corpo umano contiene circa il 12% di grasso.
Nel periodo neonatale, l’adipe aumenta rapidamente per raggiungere un
massimo del 25% circa all’età di 6 mesi e scendere al 15-18% negli anni
precedenti la pubertà. Con la pubertà nelle femmine si verifica un
notevole aumento della percentuale di tessuto adiposo, mentre nei maschi
essa diminuisce marcatamente. All’età di 18 anni i maschi hanno circa il
15-18% di massa grassa, mentre questa percentuale sale al 20-25% per le
femmine. In entrambi i sessi, dopo la pubertà e durante la vita adulta,
la massa grassa aumenta fino a raggiungere il 30-40% del peso corporeo.
Fra i 20 e i 50 anni, il tessuto adiposo dei maschi viene quasi a
raddoppiare, mentre quello delle donne aumenta del 50% circa. Il peso
corporeo complessivo, tuttavia, aumenta solo del 10-15%, indice questo
di una diminuzione della massa magra.
Uno dei problemi più comuni tra quelli correlati al moderno stile di
vita è il sovrappeso. Capita spesso di trovarsi a combattere fin da
piccoli con problemi di sovrappeso e/o obesità. Purtroppo l’obesità è un
problema frequente in età pediatrica e bisogna evitare di nascondersi
dietro la solita frase fatta che il bambino grassottello è sinonimo di
salute. Si definisce così obeso un bambino/a con un peso superiore al
20% del peso ideale per la sua altezza, oppure con un BMI (Body mass
index) superiore a quello previsto.
L’obesità, riconosciuta dall’OMS come malattia, è causa di aumento del
rischio di malattie cardiovascolari e di mortalità nell’adulto rispetto
alla popolazione normopeso. Nel 1990 è stata riconosciuta negli Stati
Uniti come la seconda causa di morte al mondo dopo il fumo.
L’orientamento comune è che al di sopra di un certo peso corporeo la si
debba considerare una patologia cronica al pari del diabete e
dell’ipertensione arteriosa.
L’obesità è il risultato di fattori individuali (genetici, culturali e
comportamentali) e ambientali (famiglia e società) che intervenendo in
vario modo, diverso da individuo a individuo, determinano l’aumento del
peso corporeo. Quindi il bambino obeso non è tale solo per motivi
ereditari ma i motivi possono essere rappresentati dal:
• vivere in una famiglia che abitualmente mangia più del necessario
• svolgere poca attività fisica
• privilegiare cibi ad alto contenuto di calorie
Abbiamo già affermato come l'obesità sia una condizione patologica
cronica, a genesi multifattoriale, caratterizzata da un eccesso di peso
corporeo dovuto ad abnorme accumulo di tessuto adiposo nell'organismo.
In sintesi:"quando si introduce più energia di quanto se ne consuma si
verifica l'accumulo di tessuto adiposo". La Consensus Conference
Italiana del 1991 definisce "Sovrappeso, Obesità e Salute" come :
• sovrappeso = aumento del proprio peso in ragione del 20-28% del peso
ideale;
• obesità = aumento del proprio peso in una percentuale maggiore del 30%
del peso ideale.
Per aiutare le persone a determinare il proprio peso-forma, si usa una
semplice misurazione del rapporto tra peso e altezza chiamata Indice di
Massa Corporea (IMC) o Body Mass Index (BMI).
Il BMI costituisce un utile strumento, abitualmente utilizzato da medici
e altri professionisti del settore sanitario, per classificare il
livello di sottopeso, sovrappeso e obesità negli adulti. Il BMI si
calcola prendendo il peso in chilogrammi diviso per altezza in metri al
quadrato (kg/m2). Per esempio, un adulto che pesa 70 kg ed è alto 1,75 m
avrà un BMI di 22,9. Rientrano nella classificazione di sovrappeso e
obesità i soggetti con un valore BMI rispettivamente superiore a 25 e a
30.
In generale, un BMI tra 18,5 e 25 classifica un soggetto "sano", mentre
un soggetto con un BMI tra 25 e 29 è un soggetto con un "aumentato
rischio" di sviluppare disturbi associati. Infine, un soggetto con un
BMI uguale o superiore a 30 corre un rischio "da moderato a molto
severo" .
Valori soglia internazionali del BMI per la valutazione dello stato
nutrizionale nell’adulto
Classificazione BMI Rischio di malattia
Sottopeso <18,5 basso (*)
Normopeso 18,5 – 24,9 medio
Sovrappeso: ≥25,0
pre-obesità 25,0 – 29,9 aumentato
obesità I 30,0 – 34,9 moderato
obesità II 35,0 – 39,9 severo
obesità III ≥40 molto severo
(*)il sottopeso comporta un basso rischio di insorgenza di patologie
croniche, quali malattie cardiovascolari, obesità, diabete, ecc, ma può
essere correlato ad altre situazioni cliniche, quali anoressia, male
assorbimento, ecc. (World Health Organization, 1998).
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